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Dal tartufo online all’e-commerce di Alcenero: come l’agroalimentare italiano sta affrontando il Covid

Il 31 dicembre, quando saluteremo il 2020 – senza alcun rimpianto, presumibilmente – ci accorgeremo che il nuovo anno non sarà il 2021, ma il 2025 tanto lunga è la strada che, sul piano digitale, come persone e come organizzazione abbiamo dovuto percorrere in questi mesi per rendere possibile il lavorare e lo studiare insieme.

E se tornerà possibile, presto o tardi, partecipare a fiere e manifestazioni, il commercio elettronico molto probabilmente rimarrà come un canale a cui ricorrere anche per settori – come la spesa alimentare – che nel corso del lockdown ha vissuto nel nostro Paese una crescita del 85% fino a raggiungere quest’anno gli 854 milioni di euro di volume d’affari: dalle insegne della GDO ai siti e-commerce dei produttori, dalle enoteche online ai portali dedicati ai prodotti biologici, l’offerta si sta attrezzando per cogliere il momento, tanto dal punto di vista dell’assortimento disponibile che della logistica, trainata in questo da Amazon e dalla spinta innovativa che Prime Now ha impresso sul piano delle aspettative e del servizio.

Un sito e-commerce non è però un negozio e, soprattutto quando si rivolge ad acquisti che hanno una componente estetica quali quelli gourmet, ha il compito di colmare il divario relazionale ed informativo con il punto vendita di fisico e con l’apporto consulenziale che lo store manager è abituato a dare: questa è la ragione per la quale da Eataly a Pasta Garofalo, dal Forno Brisa di Bologna a Foodscovery, l’accento messo online ai contenuti ispirazionali e l’attenzione dedicata alla valorizzazione delle persone coinvolte nei processi produttivi si propongono di accrescere la fiducia nei confronti del marchio ed offrire un “perchè” tanto forte da ridurre le incertezze – sempre presenti – nei confronti del “dove”.

Di certo uno dei siti più capaci di affrontare il mondo digitale è quello di Alce Nero, sia per i risvolti umani che evidenzia nel raccontare le storie dei coltivatori e degli allevatori protagonisti della sua offerta sia per la competenza tecnica digitale con cui affronta la vendita online in Italia e all’estero sui social media e sul proprio sito così da cogliere appieno le opportunità offerte dalla navigazione e dall’uso dei motori di ricerca da parte dei consumatori.

 

alce

Il sito Alcenero non presenta infatti solo schede che accostano la componente narrativa ad una descrizione ricca e puntuale dei prodotti biologici che propone, ma è attenta a compilarne i campi che ne favoriscono una corretta indicizzazione su Google per i bisogni che intende intercettare e, grazie ad una esperienza di shopping convincente, soddisfare: su un piano tecnico inoltre, Alce Nero è stato uno dei primi siti multi-lingua a concentrarsi su un dominio univoco .com anzichè disperdere il proprio valore in tanti suffissi nazionali. Grazie al cosiddetto tag hreflang, ha infatti approfittato di un’annotazione più efficiente per offrire al motore di ricerca una bussola adeguata a presentare le pagine in lingue ai rispettivi navigatori nazionali.

Se l’e-commerce è una via per vendere all’estero i beni del nostro settore agroalimentare, il digitale è entrato ancora più a fondo nell’Italia del 2020 al punto da rivoluzionare il confronto con i buyer. Nelle scorse settimane abbiamo infatti assistito ad iniziative, come quella messa in campo dalla tradizionale fiera del tartufo ad Alba, che hanno permesso di realizzare una vera e propria “degustazione online” grazie all’invio preventivo per posta del campione del prodotto ed ad una successiva videochiamata per offrirne un’esperienza informativa e narrativa. Se questa modalità non può sostituire il fragrante incontro di sapori per le vie della città e l’occasione per visitare le colline delle Langhe immerse nel foliage autunnale, ha però dato la possibilità ai produttori di raggiungere gli acquirenti più distanti e, nel contempo, rendere possibile la manifestazione secondo i protocolli di sicurezza Covid per i visitatori dei dintorni.

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Nel mondo agroalimentare, la cancellazione di buona parte delle fiere, la difficoltà a viaggiare e l’incertezza dell’economia sta inevitabilmente dunque cambiando la promozione e la vendita, ma è bene considerare che il sito e-commerce aziendale non è l’unica via per affrontare i passi necessari allo sviluppo commerciale e internazionale. Individuare e ingaggiare importatori e rivenditori e fra questi, sempre più, siti e-commerce locali, è oggi sempre più possibile grazie ad un uso attento della ricerca su Google e su Linkedin e grazie al dispiego di maggiori competenze digitali per migliorare la visibilità online della propria offerta anche sui siti e sui profili social dei partner locali.

Ciò che serve per attraversare i fiumi – si sa – non serve però per scalare le montagne: per questo motivo, la maturazione di competenze digitali nelle aziende e lo sviluppo di figure professionali come i digital export manager rappresentano elementi sui quali puntare per uscire dalla crisi di questi mesi e attorno ai quali sviluppare strategie adeguate alla “nuova normalità” che ci apprestiamo a vivere.